La Cassazione in una recente pronuncia ha affermato la legittimità del licenziamento intimato al lavoratore sul presupposto che le sistematiche assenze da questi effettuate a “macchia di leopardo”, comunicate in limine ed “agganciate” ai giorni di riposo, determinavano una prestazione lavorativa non sufficientemente e proficuamente utilizzabile per il datore di lavoro, risultando la stessa inadeguata sotto il profilo produttivo, e pregiudizievole per l’organizzazione aziendale.

Il principio affermato dalla Corte è che vi è scarso rendimento del lavoratore quando questi violi la diligente collaborazione dovuta dal dipendente, creando volontariamente un’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, tenuto conto della media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione. (Cassazione Civile, Sez. lav., 4 settembre 2014, n. 18678).

Avv. Chiara Iovine